Visti di lavoro per Australia e Nuova Zelanda: partire dall’Italia

Stai preparando un trasferimento da Milano, Roma, Napoli o da un’altra città italiana? Parti dalla distinzione tra offerta di lavoro, procedure del datore e domanda personale di visto. Qui trovi le verifiche sui titoli, sull’esperienza e sui documenti da preparare in Italia.

Aggiornata il: 25 ottobre 2026.

Come funziona la sponsorizzazione del datore

Per questi visti il punto di partenza è una posizione adatta alla tua esperienza. Il datore svolge le procedure di approvazione e nomina di sua competenza; tu presenti la domanda con le prove dei requisiti personali. Avere un titolo italiano o superare un colloquio non basta a ottenere il visto.

Leggi in ogni annuncio se la sponsorizzazione è dichiarata e quali candidati possono presentarsi. Alcune offerte sono riservate a chi si trova già nel Paese. Il sito è rivolto ai lettori in Italia, ma le offerte non sono limitate alla cittadinanza italiana.

I due percorsi a confronto

Cosa verificareAustralia: subclass 482Nuova Zelanda: AEWV
Procedure del datoreApprovazione dello sponsor e nomina (Home Affairs)Accreditamento e job check (INZ)
Esperienza e titoliEsperienza pertinente, eventuale valutazione delle competenze e licenzaEsperienza o titolo idoneo, eventuale IQA e registrazione professionale
IngleseProva riconosciuta o esenzione applicabile (requisiti)Requisiti legati alla classificazione della posizione (requisiti AEWV)
RetribuzioneSalario di mercato e soglia applicabile (criteri ufficiali)Regole retributive della posizione (criteri ufficiali)
FamiliariVerifica inclusione, documenti e requisiti di ciascunoDomande distinte in base anche a posizione e reddito (familiari)
ResidenzaPercorso separato, per esempio subclass 186 (requisiti)Percorsi separati, per esempio Green List (residenza qualificata)

Confronta le mansioni con la tua esperienza

Confronta le attività che sai svolgere con le offerte in Australia e le offerte in Nuova Zelanda. Nei settori edile, elettrico, meccanico, sanitario, alberghiero e della ristorazione i titoli di ruolo possono differire da quelli italiani. Dalla pagina Tutte le offerte puoi filtrare per settore e tipo di impiego.

Nel CV in inglese descrivi responsabilità, attrezzature, risultati, formazione e abilitazioni. Diploma, qualifica professionale, ITS Academy o laurea aiutano a documentare il percorso, ma il datore, l’ente di valutazione e il regolatore professionale applicano criteri propri.

Documenti da preparare in Italia

Prepara una cartella con documenti leggibili che colleghino i tuoi titoli alle mansioni svolte. Controlla che nomi, date e periodi di lavoro siano coerenti. Richiedi i certificati con validità limitata in funzione delle istruzioni del visto e della data di presentazione.

  • Passaporto: verifica la scadenza e la corrispondenza del nome con gli altri documenti. Per rilascio e rinnovo consulta la Polizia di Stato. Se i nomi differiscono, prepara i documenti che spiegano la variazione.
  • Formazione e qualifiche: raccogli il diploma di istruzione secondaria, le qualifiche professionali regionali, gli attestati di apprendistato, il diploma ITS Academy, la laurea o la laurea magistrale pertinenti. Aggiungi programmi, esami e ore di formazione quando richiesti. Un titolo italiano non equivale automaticamente a una qualifica australiana o neozelandese.
  • Esperienza: chiedi attestazioni firmate con date, ore settimanali, mansioni, attrezzature e contatti verificabili. Contratti, buste paga e documentazione fiscale o contributiva possono integrare la prova. Chiedi ai referenti il permesso di condividere i loro recapiti. Il solo CV non dimostra tutta l’esperienza dichiarata.
  • Certificati penali: segui la lista del Paese di destinazione. Per l’Italia possono essere richiesti sia il certificato del casellario giudiziale sia il certificato dei carichi pendenti. Sono documenti diversi. Non sostituirli con un’autocertificazione o con un certificato scelto solo perché più facile da ottenere. Potrebbero servire anche certificati di altri Paesi di cittadinanza o precedente residenza.
  • Inglese: prepara il CV in inglese e verifica eventuali prove linguistiche per il visto e per l’abilitazione professionale. Il passaporto italiano, da solo, non esonera dai requisiti di inglese dei visti trattati qui.
  • Traduzioni: per i documenti in italiano prepara le traduzioni in inglese richieste dall’ente destinatario. Conserva originale e traduzione. Una traduzione, un’apostille e una valutazione del titolo hanno funzioni diverse: verifica quali siano effettivamente necessarie.

Pianifica anche il preavviso previsto dal contratto e dal CCNL applicabile, l’assicurazione sanitaria, la casa e le spese iniziali. Se trasferisci la residenza all’estero, verifica gli adempimenti AIRE applicabili alla tua situazione. Un’offerta o una domanda di visto non equivalgono al rilascio del visto.

Working Holiday e lavoro sponsorizzato sono percorsi diversi

Il Working Holiday è un percorso per viaggiare e svolgere lavori temporanei. Per i cittadini italiani il Working Holiday australiano, subclass 417 prevede la fascia da 18 a 35 anni compresi; l’Italy Working Holiday Visa neozelandese prevede da 18 a 30 anni compresi. Verifica sempre i requisiti vigenti alla domanda: le regole dei due Paesi non coincidono.

In Nuova Zelanda il visto italiano consente fino a 12 mesi di soggiorno, un massimo di tre mesi con lo stesso datore e fino a sei mesi complessivi di studio o formazione. Non puoi accettare un impiego permanente. Servono almeno 4.200 NZD per il mantenimento, un biglietto o fondi aggiuntivi per partire e un’assicurazione medica completa per l’intero soggiorno, secondo la pagina ufficiale. La possibilità di lavorare temporaneamente non equivale alla sponsorizzazione di un datore.

I lavori stagionali in Australia rispondono a un’esigenza diversa dalle offerte qualificate con sponsorizzazione. Anche durante un Working Holiday devi rispettare le condizioni del tuo visto.

Errori da evitare prima di pagare o dimetterti

Ottieni per iscritto mansioni, sede, retribuzione, ore e condizioni della sponsorizzazione. La consultazione delle offerte e la candidatura tramite JobsAbroad Italia sono gratuite. Test, traduzioni, visite mediche e tariffe ufficiali del visto sono spese distinte.

Rifiuta richieste di denaro per acquistare un’offerta o un risultato garantito. Consulta gli avvisi di Home Affairs e Immigration New Zealand. Aspetta la decisione sul visto prima di prendere impegni difficili da annullare.

Prepara CV, inglese e colloquio

Scrivi un CV in inglese mirato alla posizione, con date e referenti verificabili. Build AI CV offre strumenti per il CV; Talent Tabloid propone risorse per la carriera. Puoi consultare PractiseNow per la preparazione ai test e Interview Training per esercitarti nei colloqui.

Per le competenze professionali verifica prima l’ente ufficiale competente; se pertinente, consulta anche Skills Assessment Australia. Per una domanda su un annuncio, contatta il team indicando riferimento e sintesi dell’esperienza.

Domande frequenti

Devo vivere in Italia per candidarmi?

No. Le guide sono scritte per chi si prepara dall’Italia, ma possono candidarsi persone di diverse cittadinanze che soddisfano i requisiti. Controlla le eventuali limitazioni per chi si trova già nel Paese.

Posso ottenere prima il visto e poi cercare un datore?

I percorsi sponsorizzati descritti qui richiedono una posizione idonea e le procedure del datore. Visti come il Working Holiday seguono regole distinte.

Il mio titolo italiano viene riconosciuto automaticamente?

No. Il datore, l’ente di valutazione e l’ordine o regolatore locale esaminano aspetti diversi. Prepara titoli, programmi e prove dell’esperienza.

Quanto costa candidarsi?

La candidatura tramite il sito è gratuita. Pianifica separatamente le tariffe ufficiali del visto e le eventuali spese per test, visite e traduzioni.

Posso portare partner e figli?

Dipende dal visto, dai requisiti di ciascun familiare e, in Nuova Zelanda, anche dalla posizione e dalla retribuzione. Verifica diritti di lavoro, studio e assistenza sanitaria prima di pianificare il trasferimento familiare.

Articoli e guide ai visti